Agenda Digitale: in Italia la PA è ancora al Medioevo



Sono parecchi i limiti attuali dell’Italia: se solo volessimo parlare di Agenda Digitale, scopriremo un’arretratezza tale dal rendere anche i grandi comuni dello Stivale intasati da procedure oramai più che superate.

Pensiamo, ad esempio, ad una banale Carta D’Identità. Non già quella elettronica, intendiamoci! Ma il normale documento d’identificazione necessario ad ogni cittadino per poter circolare liberamente in Italia ed in Europa. Ebbene, a quanto pare al momento anche in una grande città come Milano non è sfruttato lo strumento della Posta Elettronica Certificata.

Per ottenere un documento d’identità rinnovato in un comune non di residenza, l’utente dovrà aspettare che lo stesso scada, recarsi soltanto nella sede centrale dell’ufficio anagrafe e soltanto negli orari ordinari settimanali per poi chiedere che venga rilasciato il rinnovo della Carta D’Identità.

Per farlo ci sarà bisogno di un nullaosta cartaceo del comune di residenza ed il tutto, per arrivare a compimento, prevede un iter di circa 10 giorni. Possibile che due Comuni d’Italia non possano inviarsi tra di loro i documenti ufficiali utilizzando la PEC? Possibile che il cittadino non possa usufruire del servizio on line?

In Italia, dunque, l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione procede decisamente a rilento. Sono pochi gli uffici che sfruttano il web per velocizzare i servizi, ancora meno gli uffici che hanno digitalizzato tutti i loro documenti arretrati.

Insomma, al di là dei grandi proclami, la PA in Italia attualmente è vittima di un bel po’ di personale non adeguatamente aggiornato e di lungaggini burocratiche decisamente obsolete. Che fare? Intanto le grandi sfere parlano, ovviamente, dei processi del capo del Pdl…

 

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