Google Calendar legge le email: privacy a rischio



Mentre viaggio ricevo una mail da Google Calendar: mi avvisa che avrei dovuto prendere il treno che ho regolarmente preso due ore prima; è un avviso che – secondo Big G – serve a non dimenticare un mio importante appuntamento.

Ma chi gliel’ha detto, del mio appuntamento? E soprattutto chi ha chiesto a Google Calendar di avvisarmi? Ebbene, la storia è semplice: ho acquistato il biglietto di viaggio on line sul sito di Trenitalia e lo stesso mi è stato inviato via a mezzo email; GMail ha letto la mia email ed ha deciso arbitrariamente di inserire il viaggio programmato all’interno di Google Calendar. Così mi ha avvisato, con due ore di ritardo tra l’altro!

Che dire… il fatto che utilizzare un account di posta elettronica oppure un sito di ecommerce come quello di Trenitalia voglia dire rinunciare a parte della propria privacy non dovrebbe nemmeno più scandalizzarci. Certo, ricevere addirittura una email dal servizio Google Calendar inizia a diventare un po’ troppo!

Provando ad entrare nella sezione dedicata alle impostazioni, risulta davvero molto difficile chiedere a Big G che email di tal fattura non mi vengano più inviate. Con un po’ di buon senso anche il colosso di Mountain View potrebbe capire che sarebbe meglio lasciare questi servizi privi di riscontro positivo e, semmai, dare all’utente la possibilità di chiedere un servizio del genere anziché subirlo di default.

La sensazione è che tali richieste restino sempre più una triste lotta contro i mulini a vento in cui l’unica soluzione sarebbe sparire dal web. Soluzione impossibile: questa è la forza dei grandi operatori del web.

 

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