E’ ormai passato un mesetto dalla chiusura inaspettata di Megaupload. Ne abbiamo parlato a fondo cercando di capire le motivazioni che hanno portato la giustizia americana a stravolgere una pratica oramai in uso da diversi anni.
Quello dei film visti gratuitamente dal web, infatti, non era più un caso isolato ma era una pratica che aveva permesso a tutti di effettuare una svolta significativa sui propri computer: disinstallare il buon vecchio Emule. Mandato in pensione quello che a Napoli ribattezzarono <<il ciuccio>>, subito dopo anche le grandi memorie esterne furono abbandonate a se stesse.
Se fino a qualche anno fa partire in viaggio per lavoro significava portarsi dietro tanti bei film in digitale da vedere nelle sere di malinconia, oggi il loro posto lo ha preso per l’appunto Megaupload. Adesso, un po’ tutti sono in preda al panico per l’assenza di tutti quei film che fino a ieri erano a disposizione tramite il web.
Se gli attivisti del libero pensiero ritengono che i film stessi siano un’opera artistica e, quindi, vietarne la diffusione on line equivalga a mettere un bavaglio alla libertà di pensiero, dello stesso avviso non sono gli Stati Uniti i quali, imbeccati dalle major, hanno deciso di intervenire drasticamente.
Che fare, adesso? Bene, spulciando con attenzione on line alcuni siti minori ancora propongono film in streaming ma, se l’andazzo è quello che il 2012 ha preso, ci sarà ben poco da vedere! Dunque, bisogna attendersi che presto le comunità internazionali intervengano per mettere in ballo nuove normative in materia di diritto d’autore. Sarebbe ora!






































