Palestina sotto attacco: il web parla molto più dei media



E’ l’ennesimo attacco che la Palestina subisce in una guerra pluridecennale e quasi senza fine: si potrà discutere per giorni e giorni circa le ragioni degli israeliani e quelle dei ribelli di Hamas, ma le violenze che anche in questo caso sta subendo il popolo palestinese sono atroci e troppo spesso vengono celate.

Se nei primi anni ’90 l’unica fonte di informazione era rappresentata da stampa e tv, oggi le cose per fortuna non sono più le stesse. Se la Rai ha parlato a lungo del “diritto di Israele a difendersi”, i media indipendenti tramite Facebook e Twitter stanno mostrando al mondo intero le violenze che si stanno perpetrando ai danni della gente della Palestina.

Lo squilibrio delle forze in campo è disarmante, molto significativa a questo proposito è stata la copertina che il quotidiano Il Manifesto ha dedicato agli avvenimenti di questi giorni: “Prima le donne e i bambini” e sul fondo l’immagine di macerie e corpi inermi di infanti e madri trucidati dai bombardamenti israeliani.

La questione del popolo di Palestina ha radici profonde e complesse, che ancora una volta vedono l’ingombrante presenza degli Stati Uniti al fianco delle operazioni israeliane. Il web in questi giorni sta chiedendo a gran voce che sia finalmente concessa la libertà di far vivere due popoli in due stati. Ma Israele non ha nessuna voglia di riconoscere la Palestina come tale.

Intanto… le violenze proseguono e le morti dei più piccoli, delle donne e dei padri figli della Palestina fanno sempre più impressione. C’è chi l’ha definito un genocidio: qualsiasi cosa sia, va fermata.

 

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