Una volta esistevano le Ferrovie dello Stato. Univano l’Italia ed erano pubbliche, facevano cioè parte dei servizi che lo Stato offriva ai cittadini ed erano il vanto dell’azienda pubblica. Poi si è deciso di privatizzare, o meglio di privatizzare la gestione più che le infrastrutture.
Da allora la nuova azienda, Trenitalia, ha fatto scelte precise: guerra agli aerei e sviluppo di treni veloci e comodi. A tutto svantaggio dei cittadini i quali avrebbero invece bisogno di treni locali più efficienti. Il problema ulteriore, però, è che la stessa TAV – linea veloce – unisce Milano a Napoli in meno di 5 ore, ma lo fa differenziando ulteriormente i cittadini stessi.
Tutto ciò fa si che, tutto sommato, i treni veloci vengano per lo più snobbati dai cittadini i quali preferiscono sempre l’aereo, il quale viene proposto a prezzi molto più economici .L’assenza del web, dunque, oggi risulta come un grave handicap e si pone come una situazione spiacevole che gli utenti standard sono costretti a vivere pur sborsando fior di quattrini.
Quando si accende il Pc, infatti, la rete wireless rileva una connessione la quale, però, ha bisogno di un codice da inserire per poter funzionare. Codice a pagamento. Trenitalia d’elitè, dunque. Trenitalia per ricchi.



































