Uomini, politica e pubblicità: tre anni in salsa social



Negli ultimi tre anni ci siamo occupati delle evoluzioni del mondo social: la rete di rapporti virtuali fra gli utenti è cambiata moltissimo in appena un migliaio di giorni e si è espressa nelle sue forme più disparate. Quando abbiamo iniziato a parlarne, l’Italia non aveva ancora subito del tutto il fascino americano: i social network avevano già indirizzato la politica e la società negli Stati Uniti ma non lo avevano ancora fatto, o quasi, nel vecchio continente.

Quando ancora era vivo Steve Jobs, Facebook e Twitter in Italia servivano per lo più a guardare in casa degli altri. In un articolo interessantissimo apparso sul periodico Napoli Monitor, Facebook fu paragonato semplicemente ai bassi partenopei che, a quanto pare, avevano inventato Facebook più di cento anni fa: nei vicoli del centro storico di Napoli, infatti, le porte dei bassi sono aperte. Tutti sanno tutto di tutti. Cosa altro, se non il Facebook dei giorni nostri in cui con un semplice I Like it si mettono in comunicazione persone sconosciute?

Le cose, negli ultimi tre anni, sono cambiate. Il mondo social in Italia ha mostrato le sue potenzialità in particolar modo con le immagini e due grandi “mostri del Secolo Breve” hanno colto al volo l’occasione: il mondo del marketing ed il mondo della politica.

Prima il Movimento 5 Stelle e subito dopo il PD di Renzi hanno tratto dal mondo social vittorie schiaccianti, ovviamente dando molto spazio agli slogan e poco ai fatti. Il mondo della pubblicità, poi, ha invaso Facebook, Twitter e Google Plus utilizzando lo strumento, costosissimo, delle inserzioni.

Tre anni che, seppur brevi, hanno dato un nuovo indirizzo al modo di comunicare del Mondo intero. Tre anni in cui abbiamo studiato da vicino i social network, preoccupandoci in particolar modo di tutti coloro che, dismessa la vita reale, hanno vissuto soltanto in un mondo virtuale. Limitante, seppur apparentemente senza confini.

 

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