Beppe Grillo, post, tweet e … commenti: il bello ed il brutto del web

Abbiamo aspettato un po’ prima di tornare a parlare di Beppe Grillo. A noi, del resto, interessa coglierne le dinamiche da un punto di vista squisitamente comunicativo e, dunque, eccoci qui con la dovuta freddezza a chiederci cosa stia accedendo a circa tre mesi dal boom elettorale del Movimento 5 Stelle.

Il risultato elettorale delle Amministrative ha infatti ridimensionato la squadra di Beppe Grillo ed oggi stampa e tv stanno gongolando nel poter analizzare la debacle del M5S. Proprio Beppe Grillo, del resto, con i post delle ultime due settimane è riuscito a destabilizzare non poco l’ambiente offrendo il fianco agli attacchi di quelli che lui stesso, più di vent’anni fa, definì biechi giornalisti.

Ebbene, le cose oggi stanno così: la Sicilia ha visto crollare drammaticamente i consensi per il Movimento, proprio quella Sicilia che meno di un anno fa ne aveva sancito la crescita. La domanda è: perché? Le ragioni sono tutte da ricercare nel mondo di internet?

Facciamo chiarezza: la strategia comunicativa di Beppe Grillo ha sempre sfruttato il web 2.0. Piattaforme come Facebook e Twitter hanno contribuito a cavalcare l’onda giusta e ad affermare le idee del movimento. Proprio quelle piattaforme, però, oggi sono ricche di commenti di ogni tipo.

Oltre alla stampa tradizionale, che notoriamente manipola le informazioni o comunque offre spesso una visione delle stesse molto lineare ed asservita, a fuorviare gli utenti contribuisce anche la giungla dei social network. In queste ore Beppe Grillo sta facendo i conti con l’altra faccia del web, quella che punisce.

Un vero peccato, anche perché c’erano davvero ottimi presupposti.

 

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