Il M5S nel caos: il vero limite è la rete

Negli ultimi minuti si sono concluse le consultazioni on line indette del M5S per decidere in merito all’espulsione di 4 senatori dissidenti. La decisione, presa dall’assemblea dei parlamentari penta stellati, è stata ratificata poco dopo le 19 e tramite il blog di Beppe Grillo sono stati diffusi i risultati:

<<Hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati. 29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione.13.485 hanno votato contro. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato>>.

Tutto semplice, tutto orizzontale, tutto espresso dal popolo del web. Tutto corretto, allora! Beh… non proprio, altrimenti non si spiegherebbe il caos delle ultime ore diffusosi nella compagine parlamentare del M5S.

I giornali, infatti, narrano di un pomeriggio infuocato in cui alcuni parlamentari sono usciti in lacrime dalla riunione con i loro colleghi mentre altri hanno minacciato di andarsene anche loro per solidarietà ai quattro epurati. Ma il web non era la casa di tutti in cui uno vale uno ed in cui le decisioni si accettano senza fiatare?

Così è, o così almeno doveva essere secondo l’idea dell’ideologo del M5S, Casaleggio. Mai come in questo caso, invece, il popolo della rete (poco più di ottantamila iscritti al blog, a votare in nome e per conto di 9 milioni di cittadini che nelle urne hanno scelto il M5S) ha giudicato la vicenda in seguito ad un post molto chiaro e deciso di Grillo ed alle informazioni confuse che arrivavano dal circo mediatico. Un giudizio espresso da volti sconosciuti – come è ovvio che siano gli elettori, ci mancherebbe – ma privo di eterogeneità e privo di corretta informazione.

Insomma… il web, libero e democratico, a volte finisce per essere qualunquista. E su questa dicotomia fondamentale potrebbe implodere il M5S.

 

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