Natale 2011: chi è on line?

Il giorno di Natale, il 25 dicembre, è un giorno in cui – da quando la banda larga è a disposizione di tutti gli utenti – ognuno affronta il suo rapporto con il web in maniera differente. Perché? E’ facile: legate al web ci sono una serie di convenzioni sociali che possono far presa o meno sugli utenti a seconda della loro condizione sociale e soprattutto in base al proprio coinvolgimento emotivo con le festività natalizie. Già, perché durante le celebrazioni per il Natale (come in tutte le altre feste comandate) gli abitanti del web si dividono in due tronconi: quelli che spariscono e quelli che restano.

In particolar modo al Sud Italia, le abitudini popolari e le convenzioni irrinunciabili del vivere collettivo mettono in scena lunghissimi pranzi (si inizia alle due del pomeriggio per finire poco prima di cena): tutti, chi più chi meno, tengono a cuore questa usanza. Le assenze dal web, dunque, stanno a testimoniare la dedizione assoluta nei confronti di tale pratica. Ancor più evidente è, però, quella parte di utenti che, pur non partecipando a grandi tavolate, sparisce ugualmente dalla rete: umiliante sarebbe, infatti, mostrarsi in linea: quasi una dimostrazione di debolezza e di relativa tristezza per chi, nel giorno del Natale, non ha nulla di meglio da fare che starsene dinanzi al pc scorrazzando su chat e social network desolatamente vuoti. Un fenomeno, questo, che merita l’attenzione degli analisti giacché, purtroppo, potrebbe finire per diventare tranquillamente oggetto di studio per orde di psicologi bisognosi di confrontarsi con i mali del nuovo millennio; mali spesso legati al mondo del web e alle ripercussioni nell’ambito delle relazioni sociali che lo stesso crea e, a volte, distrugge.

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