Pec e Firma Digitale in Italia: un Paese per vecchi!

Agenda digitale, informatizzazione delle pubbliche amministrazioni, digitalizzazione dei documenti cartacei… ed infine posta elettronica certificata e firma digitale. In Italia già da diversi anni si fa un gran parlare di progresso e dei tanti modi per raggiungerlo.

Ovviamente al primo posto c’è, come dicevamo in incipit, la smaterializzazione dei documenti cartacei a favore del digitale. In quest’ottica si colloca l’introduzione della firma elettronica certificata in grado di aiutare gli utenti a firmare documenti con valore pubblico restando comodamente seduti dinanzi al pc di casa propria.

Il problema, però, è che come sempre si tende a raggiungere un obbiettivo partendo direttamente dal risultato finale. E’ successo così per l’Unione Europea nel momento in cui, anziché parlare di culture, ci hanno dato direttamente la moneta unica; sta succedendo così con l’avvento della cultura digitale: vuoi per ragioni economiche, vuoi per superficialità, le istituzioni italiane non hanno nessuna voglia di svecchiare veramente il paese.

Se, ad esempio, volessimo utilizzare la firma digitale per firmare un documento di stage a Napoli pur essendo a Milano, ci troveremo dinanzi a tanti problemi tristemente reali: in primis, l’addetto alla segreteria universitaria sosterrà che è impossibile firmare un documento pubblico per delega o, peggio ancora, tramite firma digitale (reinventando di sana pianta il codice civile!).

In seconda battuta, le poste centrali di Milano potranno presentarvi un impiegato di una certa età che, alla domanda su come si possa fare per ottenere i permessi della firma digitale, vi risponderà: non ne ho idea!

Dunque l’Italia è chiaramente il Paese in cui, anziché offrire il meritato riposo pensionistico a chi ne ha diritto ed ha una certa età (creando tra l’altro nuovi posti di lavoro per ragazzi formati ed intraprendenti), si preferisce affidare lo sviluppo tecnologico della nazione a chi, ovviamente, non ha i mezzi e la forza per affrontare il tutto. Siamo, cioè, un paese per vecchi…

 

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