Pinibook, bufale on line: privacy a rischio?

Si chiama Pinibook ed è uno strumento utilizzato dagli utenti per creare false notizie ad arte disegnate su ignari malcapitati e diffuse on line attraverso Facebook. Un’idea apparentemente innovativa e scherzosa che, però, si rifà palesemente ad un fenomeno in voga già più di dieci anni fa: all’epoca lo scherzo girava soltanto tramite email e per essere completo aveva bisogno di una maggiore applicazione da parte degli utenti.

Oggi, invece, Pinibook sfrutta tutte le informazioni diffuse su Facebook per colpire in pieno il destinatario dello scherzo.

Facile, dunque, che un utente iscritto a Facebook trovi pubblicato un link in cui egli stesso è coinvolto in qualche scandalo assurdo e paradossale. La notizia si compone delle immagini trovate su Facebook e, dunque, appare veritiera ed in alcuni casi anche molto preoccupante.

Ecco, dunque, la vera forza dirompente di Pinibook: essere così convincente da trasformare lo scherzo in paura! Le notizie bufala generate da Pinibook, in effetti, chiariscono il loro intento burlesco alla fine dell’articolo stesso ma non è certo detto che gli utenti leggano tutto fino in fondo! L’articolo, inoltre, riporta la data della prima lettura e reca con se un grandissimo numero di I Like It e di condivisioni.

Insomma… ci sono tutti i presupposti affinché lo scherzo riesca davvero bene! Fra i dubbi degli osservatori, senz’altro quello più in voga è legato alla privacy: gli articoli bufala, infatti, restano in rete e non è detto che un domani qualcuno possa credere davvero a ciò che legge.

Insomma… cosa occorre fare per cancellare le tracce di Pinibook? Ricorrere al diritto all’oblio?

 

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