Politica sotto accusa: il web non perdona

La politica italiana è in un lungo momento di declino basato su corruzione e sprechi. A differenza dei primi anni ’90, quando a diffondere il malcontento ci pensava soltanto la tv, oggi il mondo del web e dei social network in particolare ha fatto si che proprio la cattiva politica venisse messa sulla graticola.

Il caso della Regione Lazio, agli onori della cronaca degli ultimi giorni, è un simbolo di come la gente non si accontenti più delle informazioni televisive ma voglia andare oltre. I metodi sono diversi, ed efficaci: alla diffusione di notizie on line in maniera meticolosa e capillare, fanno da sponda le tante dimostrazioni di satira mordace presenti su Facebook e Twitter.

Il web prende di mira la politica e lo fa con una bontà dissacrante. Dal blog Spinoza fino alle battute più comuni ed alle vignette più intuitive, in questi giorni il Presidente Renata Polverini ne ha viste di tutti i colori e, del resto, come sarebbe potuto essere altrimenti? In Lazio si è aperto un pentolone a dir poco squallido, ricco di una politica corrotta e di interessi personali al centro delle questioni istituzionali. Lo stesso è accaduto pochi mesi fa in Lombardia e da questa mattina sta accadendo in Piemonte.

Il web, intanto, offre terreno feritile alla popolazione che, in modi molto diversi, si sta organizzando. Le rivolte degli ultimi due anni, come quella di Terzigno di Campania, sono partite dalla strada e si sono propagate grazie al web. Ora tocca ancor di più alla politica, che offre un quadro offensivo a fronte dei sacrifici chiesti agli italiani. L’inverno sarà caldissimo…

 

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