Twitter Turchia: oggi è il giorno della verità per Erdogan

Sono in pieno svolgimento le elezioni in Turchia e di sicuro il blocco che ha subito Twitter è l’elemento che più ha fatto discutere il Mondo intero. Circa 15 giorni fa il Governo del premier in carica Erdogan, infatti, aveva deciso la sospensione dei servizi erogati da Twitter su territorio turco ed, ovviamente, la comunità internazionale ha reagito indignata.

Le intenzioni, nemmeno tanto velate, del premier erano infatti quelle di nascondere il malcontento allo scopo di non avere brutte ripercussioni sulle elezioni che si svolgono oggi in Turchia. Un elemento di rottura con le intenzioni di Erdogan, però, è stato causato dal potere giudiziario.

Così l’ANSA in una nota diffusa nel pomeriggio dello scorso 26 marzo: <<Una corte amministrativa di Ankara ha ordinato la sospensione del blocco di Twitter deciso venerdì scorso dal governo del premier Recep Tayyip Erdogan, riferisce Hurriyet online. La decisione di bloccare il social network ha suscitato una pioggia di condanne da tutto il mondo. Secondo la stampa turca non governativa il bando di Twitter è stato deciso da Erdogan per impedire l’uscita di nuove rivelazioni a pochi giorni dalle cruciali amministrative del 30 marzo>>.

Oggi, in ogni caso, è il giorno della verità in Turchia e per Erdogan l’operazione condotta contro il popolare social network potrebbe rivelarsi un boomerang di dimensioni spropositate. Quando si parla di politica, del resto, gli ultimi anni ci hanno insegnato che il ruolo dei social network è sempre più determinante e, dunque, i vecchi poteri hanno sempre due strade dinanzi a se: camuffarsi da giovani – come ha fatto Renzi con Twitter e Facebook – oppure opporsi alla diffusione dei social come strumento di consenso e, soprattutto, dissenso.

Domani in Turchia vedremo quale strategia ha pagato di più.

 

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