Votare on line: l’Italia non è ancora pronta

Avete assistito tutti alla bufera istituzionale che ha attraversato l’Italia: votare, per i cittadini, mai come questa volta non ha rappresentato una risposta alle loro istanze ed alle loro necessità. Lo stesso voto espresso a favore del Movimento 5 Stelle ad oggi non è riuscito a trovare sbocchi concreti in Parlamento,assiepato come è nell’ancoraggio ad una vecchia concezione di politica.

In questi giorni, inoltre, si è sollevata e con maggior vigore rispetto al passato la possibilità di votare on line. I cittadini possono esprimere il loro voto attraverso il web? Secondo Beppe Grillo e Roberto Casaleggio, si. Eppure le cose non sono così rosee come appaiono.

Difficile riuscire a creare una macchina efficiente e cristallina che consenta ai cittadini di votare on line con la sicurezza di vedere davvero assegnato il loro voto. Al momento, infatti, seppur lodevoli, le iniziative di voto on line proposte dal blog di Beppe Grillo hanno lasciato tutti perplessi: quanti utenti hanno votato per indicare il candidato del M5S alla Presidenza Della Repubblica? Siamo sicuri che tutti i voti siano stati assegnati? E questa, tutto sommato, era solo una consultazione interna.

E’ evidente che i tempi non sono maturi per poter votare utilizzando soltanto il web, tanto più che già l’informatizzazione del processo di elaborazione del voto fino ad oggi ha creato alcune critiche e molti dubbi.

I brogli elettorali, del resto, ci sono sempre stati e l’obbiettivo è trovare un modo per evitarli, non per moltiplicarli. La sensazione è di vivere nel film Il Portaborse, di Daniele Lucchetti: era il lontano 1991, sono cambiati i metodi ma non le cose!

 

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