Wind in tilt: il giorno dopo si contano i danni

E’ stato davvero imbarazzante quanto successo alla Wind Infostrada nella mattinata di ieri. Dalle 12 circa e fino alle 16, infatti, il servizio di chiamate vocali e connessione dati mobile ed il servizio chiamate vocali da numeri fissi è andato completamente in Tilt.

Da Ragusa a Bolzano, passando per Milano, Bologna e Roma, tutti gli utenti motorizzati con Wind si sono trovati fuori dal web e fuori da ogni ponte o cella utile per comunicare.

Stiamo parlando di una cifra vicina al 25 % dell’utenza globale italiana, per intenderci. Dramma! La connessione dati e le chiamate vocali sono poi ritornate disponibili nel primo pomeriggio, più o meno verso le 16.

Cosa è successo? Li per lì la Wind non ha dato spiegazioni chiare e semplici ma si è limitata a scusarsi per l’inconveniente e ad assicurare una rapida ripresa del servizio. In questa sede, però, possiamo soffermarci su di un aspetto preoccupante che ha scatenato più di una riflessione su molte piazze social: tanti utenti, in queste terribili 4 ore, sono andati letteralmente in panico! Mamme disperate per la necessità di contattare i propri figli, percorsi stradali difficili da indovinare senza il GPS, appuntamenti di lavoro saltati… e qualcuno pronto a chiedere l’istituzione di una class action.

Quando WhatsApp smise di funzionare il panico fu contenuto; con il crollo della rete Wind, invece, è stato davvero difficile fare i conti. E’ normale tutto questo? Con il rischio di fare un po’ di demagogia ci chiediamo: come avremmo fatto venti anni fa? Domanda fuori luogo, o quanto meno stucchevole: eppure il dubbio resta eccome.

 

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